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LA TERRA DEI SETTANTA SILENZI
Il Corteo storico di Comitini prende il nome dal luogo in cui esso si radica: la terra delle zolfare. La terra di quelle settanta miniere oggi chiuse, silenziose. Nel silenzio custodiscono le gioie, i dolori, la vita e la morte delle vicende del passato. Lo stesso passato che ora ritorna alla vita attraverso i suoi diretti protagonisti.
…Un nodo alla gola, davanti a quel passato che ti viene a cercare e ti interroga e con forza ti stupisce…
Il corteo storico di Comitini è composto da tutti i personaggi di tutte le epoche, la cui vita fu legata alle sorti di questo piccolo principato. Non una sola epoca, o un solo evento; ma un unico corteo lungo sette secoli, che oggi si incontrano, si raccontano e reciprocamente si celebrano all’insegna dell’Orgoglio Siciliano.
E’ il fantasma di Re Federico II d’Aragona, morto nell’anno 1337, condannato a scontare le pene del Purgatorio nel Castello di Comitini, a richiamare prodigiosamente alla vita, attraverso i banditori, lo squillo delle trombe, l’annuncio del cerimoniere, le famiglie dei baroni, dei principi, vescovi e canonici, “onesti e galantuomini”, che dal 1300 fino agli inizi del 1900 hanno detto la loro…in tanti modi

• Le vicende iniziano con il racconto di Don Pietro Carrera, che nel 1577, racconta di aver incontrato a Comitini, il fantasma del Gran Re di Trinacria, Federico II d’Aragona.
• Si passa poi alla famiglia dei Baroni Bellacera, fondatori del comune feudale, nel 1600.
• Poi l’elevazione a principato, nel 1700, sotto i Principi Gravina Cruyllas. Tra questi spicca la figura di Michele Gravina Gravina, il celeberrimo proprietario di Palazzo Comitini a Palermo, oggi sede dell’Amministrazione Provinciale. Uomo illustre, protagonista della vita politica e militare della Palermo di fine settecento.
• E così si arriva all’epopea delle miniere, dove ha un posto di primo piano la famiglia del Barone Ignazio Genuardi, e il figlio Gerlando, primo Vescovo di Acireale; e tutte le vicende con i loro palazzi e ville, che in Agrigento ancora li ricordano.
• Il risorgimento e gli atti eroici che da Comitini, ad Agrigento, portarono i moti insurrezionali a Palermo, nel 1859.
• Chiude il quadro l’insolita figura del giovane Luigi Pirandello, la cui madre Caterina Ricci Gramitto era parente del Genuardi e conproprietaria di una miniera a Comitini. Il giovane, dopo essersi diplomato, si recava spesso in queste terre. Osservava gli uomini e i loro comportamenti, ne studiava il lavoro e la maestranza. Da questi ricordi, da adulto, trasse l’ispirazione per molti suoi scritti.

Il corteo storico di Comitini, non è solo l’immagine di questo centro abitato, esso rappresenta emblematicamente, l’identità, la cultura, la vita vissuta del “Continente Siciliano”.
I personaggi, non solo sono abitanti di Comitini, spesso sono anche dominatori incontrastati della storia isolana
• Re misterioso, ardimentoso e innamorato della sua gente: Federico II d’Aragona che, con i Siciliani accanto, si mise contro tutti pur di mantenere la sua indipendenza. Tra le sue braccia regge la piccola Trinacria, che nei colori del suo abito richiama il vessillo siciliano. Lo circondano le giovani Dame Bianche, nei loro abiti angelici.
• Le sgargianti armature dei soldati siciliani, abbigliati con le ricche fogge dei Pupi Siciliani, vigilano e custodiscono il corteo regale.
• I Baroni seicenteschi, i loro abiti, i ricchi merletti e le loro posture.
• I Principi del Settecento, incipriati imparruccati, con le loro armi sfavillanti.
• I nuovi Baroni, ricchi imprenditori dell’Ottocento, spavaldi e prepotenti.
• I patrioti, i giovani ardimentosi dell’arrivo di Garibaldi e dei Mille.
• I chierici, sacerdoti con gli abiti liturgici e le tonache ampollosamente ornate, i ricchi baldacchini, i ceri gli ostensori e i fumanti incensi, le confraternite con i loro segni e i loro misteri.
• Pirandello e il barone Genuardi distinti nei loro discorsi tra l’arsura della terra dei minatori.
Per la realizzazione dei vari costumi, delle diverse epoche, sono state condotte accurate ricerche di studio sugli stili di vestiario mode e abbigliamento in Sicilia.
Ogni accessorio, corone, spade, guanti, ventagli, fazzoletti, gioielli, diademi sono pezzi unici appositamente realizzati in officine artigiane siciliane.
Ricche le stoffe, provenienti nei loro colori anche dall’estero. Ricercate le sottovesti e le intelaiature nascoste sotto i lunghi abiti.
I ricami dell’abito di Federico II, sono in oro, risalgono a metà Ottocento, realizzati da maestranze siciliane.
Curatissime le posture, l’andamento, la padronanza del linguaggio, i balli e i duelli.
Il corteo storico di Comitini è un progetto frutto del lavoro dell’attuale direttore, il Dott. Benedetto Raneri, che ha operato con la collaborazione del Sindaco Dott. Antonino Contino, sotto il patrocinio e il finanziamento del Comune di Comitini e della Regione siciliana


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